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PROFESSORE CARLO GILARDI
Airuno, Italia

Articolo di Matteo Bojanovich on NASGA :
National Association to Stop Guardianship Abuse

Traduzione dall’inglese di Mario Comuzzi

 

Carlo Gilardi (Airuno, 4 dicembre 1930), è un insegnante di liceo in pensione, poeta, agricoltore, noto come benefattore dei suoi vicini e del suo piccolo paese natale di 2800 abitanti, Airuno, in provincia di Lecco. La sua detenzione, in data 27 ottobre 2020, ha creato un movimento per la protezione degli anziani dagli abusi della Legge 13 maggio 1978, n. 180 “Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori”.

IL BENEFATTORE DI AIRUNO
Nato in una famiglia benestante, fin dall’infanzia era consapevole dei suoi privilegi. Succedeva negli anni ’30, e Carlo andava a scuola con le scarpe bianche, mentre i figli dei contadini non avevano scarpe, avevano gli zoccoli di legno.

Ecco come Gilardi ha spiegato il motivo per cui ha dato al Comune i soldi per comprare un defibrillatore, o un terreno per creare un parco, o un parcheggio per l’asilo: “Siamo solo in due, rimasti della mia famiglia, io e una sorella , entrambi ormai così vecchi. Siamo nati in questo paese, perché non ricordarlo con un gesto concreto per dimostrare che amiamo il nostro paese? ”

Gilardi ha dato a tutti quelli che erano in difficoltà. Questi i commenti che i suoi vicini hanno fatto a Nina Palmieri di Le Iene, quando è arrivata in paese con la sua troupe televisiva:

“Ha aiutato tantissimi; tutta Airuno ha aiutato. ”

“Non ha mai ostentato la sua grande ricchezza.”

“Un benefattore del popolo:”

“Chi aveva bisogno sapeva che era lì, il punto di riferimento.”

“Sono venuti tutti da lui e lui li ha ospitati nella sua grande casa.”

“Persone che avevano problemi di divorzio, che venivano sfrattate…”.

“Ha lavorato dalla mattina alla sera con gli animali, questo è stato il suo primo interesse nella vita …”

“Sono venuta qui quando avevo quindici anni, come ragazza di servizio … e il signor Gilardi ha deciso di darci questa casa.”

https://www.iene.mediaset.it/2020/news/carlo-rsa_929781.shtml

L’ultima riga sopra è stata pronunciata da una signora anziana, davanti a una bella casa grande.

Intervistato nel gennaio 2020, Gilardi aveva detto: “Mi accontento di poco, accontento solo i bisogni dell’anima, per il resto sono gratificato di mettermi a disposizione degli altri. Aspetto solo che il buon Dio mi conceda la grazia di chiamarmi a sé “.

https://www.ilgiorno.it/lecco/cronaca/airuno-professore-gilardi-ricoverato-1.5698239

LA LEGGE ENTRA NELLA VITA TRANQUILLA DI UN NOVANTENNE
PERDITA DEL DIRITTO DI UTILIZZARE IL PROPRIO DENARO:
La vicenda che ha portato il Prof.Carlo Gilardi alla cronaca inizia quando la sorella maggiore, Sandra Gilardi, già residente in una casa di riposo, ha chiesto l’intervento della magistratura sul suo fratello minore, che sembrava troppo generoso, al punto che lei temeva che lui potesse finire in miseria. Nel 2017 è intervenuto un giudice, che ha preso il controllo della tenuta di Gilardi, in modo che fosse tutelato e nessuno potesse approfittare della sua generosità.
Il giudice tutelare nel 2020 è Marta Paganini.

DEPRESSIONE: Il 1 ° gennaio 2020 Gilardi affisse, sul cancello della sua grande casa, accanto al municipio, una triste lettera di addio, indirizzata “ai miei cari concittadini”, in cui chiedeva perdono per eventuali errori. Gilardi ha concluso dicendo: “Sono diventato un essere inutile per la società, una vera rovina, e non vedo l’ora che arrivi il felice giorno della mia scomparsa”.

https://www.carlogilardi.com/it/54-la-liberta-e-facile-da-perdere

Da questa lettera è scaturito un servizio di Teleunica.com/lecco, in cui Barbara Gerosa vedeva “forse una richiesta nascosta di aiuto, perché vive solo, in condizioni di estremo rigore”.

https://www.teleunica.com/lecco-attualita/17-01-2020/la-lettera-di-carlo-90-anni-commuove-gli-abitanti-di-airuno-357

Il video di Teleunica ha indotto l’amministratrice di sostegno nominata da giudiuce, l’avvocato Adriana Lanfranconi, ad assumere un aiutante per Gilardi, Brahim El Mazoury, lo stesso che due anni prima aveva accusato di essersi approfittato di Gilardi. Sembra che El Mazoury abbia lavorato bene e abbia mantenuto bene la casa di Gilardi, fino al giorno della detenzione del professore. Altrimenti l’avvocato Lanfranconi l’avrebbe sostituito.

La tutrice di Gilardi: “Il signor Carlo tornerà a casa il prima possibile”

Da bambino, El Mazoury aveva vissuto per anni, insieme alla sua famiglia, come ospite nella grande casa del Professore. Certamente ha ricambiato il favore: senza le registrazioni di Brahim, Nina Palmieri non sarebbe mai potuta venire ad Airuno, il povero prigioniero ricco sarebbe morto senza speranza, schiacciato da un sistema giudiziario cieco, invisibile e inosservato.

GLI EVENTI CHE HANNO PORTATO IL PROFESSORE GILARDI ALLA STRUTTURA PSICHIATRICA: Nell’estate del 2020, privato del diritto di usare i suoi soldi per la sua fattoria e per i suoi amati animali, Gilardi ha dovuto aspettare settimane, prima di poter acquistare gli oggetti essenziali per la fattoria, come un camioncino usato per portare alla stalla il fieno che lui e Brahim El Mazoury avevano tagliato. Ma ora vedeva indizi che gli facevano temere che potesse perdere anche la sua libertà personale.

https://www.iene.mediaset.it/2020/news/carlo-rsa_929781.shtml

Gilardi si è recato presso lo studio dell’avvocato Lanfranconi, guidato lì da Brahim El Mazoury; rivolgendosi a Brahim, Lanfranconi ha detto che lei sapeva bene “che sta meglio nel suo campo, al lavoro, che in una casa per anziani. Mettere il signor Carlo in una casa di riposo molto bella dove si mangia benissimo, e viene molto ben curato, significherebbe ucciderlo “.

https://www.iene.mediaset.it/2020/news/carlo-rsa_929781.shtml

Per difendersi da un tale destino, Gilardi è andato da uno psichiatra. Il rapporto dice: “Nessuna anomalia o segno indicativo di patologie in atto. Il suo pensiero è privo di alterazioni nella forma o nel contenuto.Carlo Gilardi ha anche conservato capacità di giudizio ed è in contatto con la realtà, e non mostra segni di deterioramento mentale o cognitivo “.

https://www.carlogilardi.com/it/54-la-liberta-e-facile-da-perdere

Nel settembre 2020 Gilardi ha assunto l’avvocato Silvia Agazzi, che ha presentato una denuncia alla Procura, in cui Giraldi ha dichiarato che la banca non gli stava nemmeno concedendo la semplice visione del proprio conto corrente e che “nell’anno 2018 la signora Lanfranconi aveva fatto un trasferimento di 40.000 euro a un partito a lei noto “.

https://www.carlogilardi.com/it/54-la-liberta-e-facile-da-perdere

GILARDI È OBBLIGATO A TRASFERIRSI: A quel punto l’avvocato Lanfranconi si è ritirata dal caso; nell’ottobre 2020 le è succeduta l’avvocato Elena Barra, della quale Lanfranconi aveva detto in precedenza: “è una mia cara amica, ed è un’ottima avvocato”.

https://www.iene.mediaset.it/video/carlo-gilardi-rsa-40-giorni_952011.shtml?r=q1

L’avvocato Barra ha dichiarato inadeguate le case di Gilardi. Dal 2017, quattro amministratori di sostegno non avevano presentato alcun reclamo sulle case di Gilardi. Dopo il pezzo televisivo di Teleunica nel gennaio 2020, l’avvocato Lanfranconi ha assunto El Mazoury. Se non avesse tenuto bene la casa per il Professore, sarebbe stato sicuramente licenziato dall’avvocato Lanfranconi. Ci sono motivi per ritenere che l’ordine di sgombero della sua casa sia stato causato dalla denuncia di Gilardi contro l’avvocato Lanfranconi e dalla decisione di tagliar fuori il professore dalla propria vita, cancellando così il contenzioso.

Gilardi ha informato la signora Barra che si stava trasferendo nella casa di Brahim El Mazoury.

https://www.carlogilardi.com/it/64-chi-mente-brahim-il-professore-o-l-avvocato-barra

Il 16 ottobre Gilardi scrive: “Le mie attività finanziarie sono presso la Banca Popolare di Sondrio a Lecco, ma nonostante le mie ripetute richieste non riesco a vedere i documenti bancari. ..C’è qualcosa di losco che qualcuno vuole nascondermi. Qualcuno ha fatto un prelevamento e ora teme le conseguenze? Sono una persona che può perdonare in larga misura, ma dovete dirmi la verità “.

https://www.carlogilardi.com/it/62-deportato-per-farlo-star-zitto

UNA SERIE DI ILLEGALITÀ
L’ARRESTO: Non è stato un vero e proprio arresto, è stato un “arresto speciale”, così speciale che a Gilardi sono stati negati avvocati, visite, corrispondenza e telefonate. Ma aveva l’aspetto di un arresto: era il 27 ottobre 2020, e l’avvocato Barra arrivò con due pattuglie di polizia, un’ambulanza e il dottor Enrico Messina. Ci fu una discussione tra Barra e il professore, che disse: “Per portarmi via dovete mettermi in manette. Altrimenti non vengo. Con le manette, obbedisco alle forze della legge. ”

Probabilmente, l’avvocato Barra non voleva la parvenza di un arresto o il rischio di fotografie che potessero provocare scalpore, e minacciò Gilardi di fargli un’iniezione. A quel punto il professor Gilardi poteva razionalmente concludere che la sua situazione sarebbe stata migliore se fosse entrato coscientemente nell’ospizio; così, è andato con loro senza ulteriore resistenza.

Come ci dice El Mazoury, lo presero, uno a destra e uno a sinistra e scesero le scale. Si sentono le ultime parole del professore, mentre grida, portavoce di 1000 e più vittime di un sistema assurdo: “Voglio la mia libertà che mi avete sottratto”.

https://www.iene.mediaset.it/2020/news/carlo-rsa_929781.shtml

È così che Gilardi è scomparso dalla vista e non è stato più sentito, fino a quando El Mazoury ha contattato un programma televisivo italiano con la storia del professor Gilardi e con le sue registrazioni. Senza di loro, il Professore sarebbe scomparso, scomparso dal mondo dei vivi. Nessuno sapeva, i suoi amici e parenti non sapevano dove fosse.

Poi è arrivata ad Airuno Nina Palmieri della trasmissione Le Iene, e la gente ha saputo chi era responsabile della scomparsa di Carlo: l’avvocato Elena Barra. Alla domanda, ha detto che la nuova residenza del Professore era segreta e doveva essere tenuta segreta per proteggerlo. Ma Nina Palmieri ha chiesto al pubblico di scrivere a: vogliamonotiziedicarlo @ gmail.com. È così che il professore è stato rintracciato in un grande ospizio di Lecco, dove lavoravano più di dieci persone oneste.

https://www.iene.mediaset.it/2020/news/carlo-rsa_929781.shtml

ILLEGALITÀ MEDICHE: All’articolo 1 della legge 13 maggio 1978, n. 180, si legge che “gli accertamenti e trattamenti sanitari obbligatori sono disposti dal sindaco, nel suo ruolo di autorità sanitaria locale, su proposta motivata di un medico”.

http://www.edizionieuropee.it/LAW/HTML/50/zn86_15_011.html

Il dottor Enrico Messina non era il medico di Gilardi. È arrivato con l’avvocato Barra alla presenza di Gilardi il 27 ottobre; in quel giorno nessuna persona presente ha potuto osservare alcun segno di patologia psichiatrica nel Professore, che appariva rispondere del tutto razionalmente all’invito ingannevole dell’avvocato Barra di farsi accompagnare per una visita presso un cardiologo. La sua risposta è stata: “All’ospizio, non vado”. Pensava che volessero portarlo all’ospizio. Era peggio, lo stavano portando al manicomio, alla Sezione Psichiatrica degli Istituti Airoldi e Muzzi di Lecco.

Ma il dottor Enrico Messina e il sindaco Milani avevano già firmato il mandato per l’arresto di Gilardi.

https://www.iene.mediaset.it/2020/news/carlo-rsa_929781.shtml

VIOLAZIONE DELLA LEGGE CHE PERMETTE LA COMUNICAZIONE AL DETENUTO: Nel testo della Legge 13 maggio 1978, n. 180, “Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori” si legge che “nel corso dei trattamenti sanitari obbligatori chi ne è sottoposto ha il diritto di comunicare con chi ritenga opportuno”. L’avvocato Barra ha offerto il suo aiuto, dicendo “Mi impegno a portare al Sig. Gilardi i saluti, la preoccupazione, gli scritti e il contatto …”

La tutrice di Gilardi: “Il signor Carlo tornerà a casa il prima possibile”

L’offerta è stata molto gentile, ma non include il “diritto alla comunicazione”. Gilardi ancora a due mesi dal suo arresto, non ha il diritto di inviare o ricevere posta o fare telefonate.

FALSIFICAZIONE DI DOCUMENTI PUBBLICI: Secondo la testimonianza di coraggiosi informatori degli Istituti Airoldi e Muzzi, pare che ci siano state alterazioni illegali dei documenti medici realizzati per Gilardi. SPDC sta per Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura, come adesso chiamano gli ospedali psichiatrici.

La cartella clinica del Prof. Gilardi è stata modificata due volte: da “TSO in SPDC deciso dall’amministratore” a “Breve ricovero sociale in SPDC”, a “Ricovero in SPDC per facilitare l’esecuzione dello screening per Sars-CoV-2”.

https://www.corriere.it/cronache/20_dicembre_15/caso-benefattore-carlo-gilardi-90-anni-portato-un-ospizio-contro-sua-volonta-ea2e0142-3efa-11eb-9172-c7bb2a56a969.shtml

“La parola TSO è scomparsa, ora si dice solo breve ricovero sociale in reparto psichiatrico… È entrato con l’ordine di ricovero, fino alla fine della sua vita… e paziente contrario, anche questo nero su bianco.

https://www.iene.mediaset.it/video/carlo-rsa-cartella-clinica-cambiata_946661.shtml

ACCUSE DI PREGIUDIZIO ANTIMUSULMANO: Potrebbe non essere illegale sfruttare i pregiudizi religiosi, ma rimane uno stretto nesso tra la trasmissione di Le Iene sul caso Giraldi e le accuse contro i sette musulmani. Nel 2018, l’avvocato Lanfranconi aveva accusato Brahim El Mazoury di essersi approfittato del Prof. Gilardi. Nel febbraio 2020 Lanfranconi ha assunto lo stesso El Mazoury come assistente familiare per Gilardi.

Il 17 novembre va in onda lo spettacolo Le Iene su Giraldi.

Il 18 novembre, l’avvocato Barra rivela che l’ufficio del pubblico ministero sta indagando su sette persone per essersi approfittate di un disabile. Si dice che la signora Barra abbia affermato che anche Brahim è nella lista dei sospetti. La signora Barra spiega: “Sono vincolata al segreto professionale e c’è un’indagine della Procura … è un caso estremamente delicato … Il professor Carlo sta bene”.

Iene e caso Gilardi. L’avvocato: “Il professore sta bene. E lo riporteremo a casa”

Il 30 novembre le indagini si sono concluse e il Pubblico Ministero Figoni ha rivelato le accuse contro sette imputati, di cui solo uno noto, tutti descritti come tunisini e marocchini.

È improbabile che non siano riusciti a trovare un solo cristiano che ha approfittato troppo della generosità di Gilardi. L’avvocato Barra e il giudice Paganini avevano bisogno di una scusa per spiegare la scomparsa in manicomio del professor Gilardi: è stato tutto fatto per proteggerlo da quei pericolosi sette musulmani.

OSCURI INTERESSI LOCALI? In occasione di una visita dell’estate 2020 di Gilardi all’avvocato Lanfranconi, questa ha suggerito l’esistenza di un gruppo di persone influenti che volevano che Gilardi fosse allontanato dal paese. Aveva detto: “C’è stato qualcuno che pensava che lei dovrebbe andare in una casa di cura. Ci sono persone che vorrebbero che lei fosse rinchiuso in un posto sicuro. “Era ben chiaro: c’erano degli interessi economici dietro l’operazione di arresto organizzata dal dottor Messina e dal sindaco Milani.

All’inizio sembrava che si trattasse solo di avvocati o giudici che nascondevano il furto di poche migliaia qua e là, poi le parole dell’avvocato Lanfranconi hanno chiarito che c’erano oscuri interessi locali all’opera: personaggi importanti in paese volevano Gilardi fuori gioco.

Ogni persona anziana che possiede una casa deve temere una tale eventualità, che la sua scomparsa dalla scena potrebbe essere conveniente per qualche parente. Ad esempio, se si teme che una persona anziana possa aver scoperto qualche illecito e possa provare a cambiare il testamento, non resta che rinchiuderla in manicomio, secondo il metodo Airuno: “Aveva strane idee in testa … e che razza di amici!… Dovevamo proprio proteggerla.”

REAZIONI UFFICIALI: Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Lecco esprime “la più sincera solidarietà e vicinanza” all’avv. Barra, contro “la riprovevole e sommaria deriva dell’odio, divampata in innumerevoli post sui social network in relazione al già citato spettacolo Le Iene verso la collega e più in generale, verso il ruolo dell’avvocato e dell’amministrazione della giustizia “.

Airuno, caso Gilardi, l’avvocato Barra: “Nessun Tso. Carlo sta bene”

L’Associazione Nazionale Magistrati sezione del Tribunale di Lecco dichiara quanto segue: “Il giudice e l’avvocato d’ufficio, che si occupano del procedimento a vantaggio del Prof. Carlo Gilardi, sono stati oggetto di ingiusto linciaggio mediatico. La ricostruzione della vicenda diffusa da un noto programma televisivo… non ha corrispondenza con la realtà… negli anni sono state intraprese innumerevoli iniziative per allontanare Gilardi dalle situazioni di rischio e sfruttamento a cui era esposto… questa campagna mediatica ha scatenato, sui social, decine e decine di commenti gravemente diffamatori, offensivi e minacciosi nei confronti degli organi processuali.

Caso Gilardi, nuova nota del Tribunale: “Questo clamore mediatico non giova al professor Carlo”

Articolo di Matteo Bojanovich member on NASGA :
National Association to Stop Guardianship Abuse

Professor Carlo Gilardi – Italy

Traduzione dall’inglese di Mario Comuzzi

Formalmente i decreti per il Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) e la nomina di amministratori di sostegno si presentano rivolti al bene del beneficiario ma guardati dall’interno sono dei veri fallimenti.
La nostra associazione accoglie, tra le altre, le voci di chi è direttamente interessato da provvedimenti coercitivi e di tutela, e si impegna a portare nel dibattito pubblico e in quello delle discipline specialistiche le critiche e le proposte nate dal confronto con loro. Le storie di vita ci permettono di guardare in profondità, oltre i numeri e mostrano quanto sia incongruente l’azione protettiva dello Stato.

Nel nostro III Congresso abbiamo dato volentieri spazio a chi si sta opponendo con fatica a qualche provvedimento che lo coinvolge. Trovate le 9 ore di registrazione su you tube e su Facebook.
Queste storie portano a un senso di straniamento: è forte e argomentato il dissenso, il dispiacere e il senso di ingiustizia per come si viene estromessi dall’esercizio dei propri diritti e dal vivere le relazioni con i propri cari sono tangibili, ma ci rende impotenti la presenza di uno Stato che non rassicura ma schiaccia, e la domanda “che fare?” resta sempre aperta. Mettiamo sotto critica le decisioni dei giudici tutelari, degli amministratori di sostegno, degli assistenti sociali e degli psichiatri che redigono atti e dispongono le soluzioni nel concreto, quando agiscono senza convenire adeguatamente con i diretti interessati.
Come cittadini ci sentiamo indifesi, per questo temiamo di contrastare la legge applicata parzialmente, non cerchiamo un secondo consulto medico anche se lo vorremmo, o non rifiutiamo una proposta rieducativa che consideriamo una perdita del nostro tempo e delle nostre risorse.

Prendiamo per esempio la storia di Carlo Gilardi portata alla luce dal programma televisivo LE IENE, al momento ci sono 3 servizi dedicati alla sua storia che evidenziano quali storture sono poste in essere dai poteri istituzionali nella vita di un semplice cittadino, che potrebbe essere in questo caso il nonno di Italia.
Quanti anziani conoscete che vivono bene da soli anche in età molto avanzata? E quanti di questi vivono con il minimo indispensabile? Fa parte della loro estetica, del loro senso del bello e del buono. Il signor Gilardi ha buone capacità cognitive, ha una propria personalità, una propria storia. Tutto questo si infrange nel momento in cui per lui è nominato un amministratore di sostegno che non si mette in relazione con lui ma che lo soppianta, ostacolando le sue placide richieste, sostituendosi a lui nel disegno e organizzazione quotidiana della sua vita.

Quello che sta accadendo al signore Gilardi accade anche a molte altre persone, diverse per età, sesso, origine geografica e condizione economica.
Ripeto, come associazione stiamo venendo a conoscenza di casi molto gravi, non offriamo patrocinio legale, non è tra i nostri obiettivi, ma chi ci contatta raccontando la propria storia ci aiuta ad avere un quadro di quanto viene fatto in Italia così noi possiamo migliorare la nostra proposta di legge e le nostre attività di sensibilizzazione.
A proposito colgo l’occasione per ringraziare tutti quelli che ci hanno scritto, dimostrandoci fiducia, e li invito a proseguire con noi questo percorso, a commentare quello che proponiamo e a partecipare attivamente. Il lavoro da fare è tanto.

Credo sia utile riportare qui alcune nostre proposte, di modifica e miglioramento dell’istituto dell’amministrazione di sostegno:
– non venga istituito se c’è una manifesta opposizione dell’amministrato;
– l’interessato sia assistito da un difensore di fiducia o d’ufficio in tutte le fasi del procedimento;
– l’intervento deve essere proporzionato alle reali necessità espresse dal soggetto, non può essere quindi un intervento standard, impersonale, preso a tavolino senza neanche incontrarsi (accade, credeteci) ;
– l’amministrato deve conoscere i recapiti del proprio amministratore di sostegno ;
– l’amministratore di sostegno deve rendicontare il suo operato e le spese sostenute all’amministrato; il suo compenso e i rimborsi spese non devono essere detratti dal patrimonio dell’amministrato e/o dei suoi familiari ma essere emessi dalle Casse Pubbliche ;
– l’amministratore non può sostituirsi all’amministrato nel consenso informato alle cure;
– massimo di due amministrati per amministratore

Con il nostro attivismo vogliamo instaurare un modello non-autoritario di tutela, teniamo all’autodeterminazione soggettiva, pensiamo che ciascuno abbia il diritto inalienabile di prendere le proprie decisioni liberamente, con i propri tempi e secondo il proprio universo di valori. Le persone attorno intervengano solo quando e come l’interessato lo richieda, come è consuetudine in una società che voglia definirsi civile. Così si muove la figura del Personal Ombudsman che noi proponiamo.
Le cure devono essere solo volontarie, i trattamenti per disposizione di legge vanno rimessi in discussione, abbiamo certezza che le garanzie previste per il TSO, per esempio, vengano ovunque largamente disattese.

A fine ottobre 2020 un membro del nostro gruppo Facebook ha condiviso un video registrato da Michele Baù. Lui purtroppo è morto. Denunciava il proprio sentirsi inerme e diminuito nelle relazioni con il personale della comunità psichiatrica, dove era tenuto a rimanere perché così aveva disposto il suo amministratore di sostegno.
Aveva ventinove anni e credeva nelle idee anarchiche. Un giovane uomo che sapeva cosa voleva e diceva. Vi parlo di lui perché ha lasciato delle tracce, molti non riescono neanche a mettere in parole il grande dolore che provano a essere schiacciati sotto un’etichetta diagnostica. Lui ci è riuscito. Ha detto che era stufo di dovere chiedere sempre il permesso per tutto, che gli avevano detto che dalla schizofrenia non si guarisce e lui non voleva prendere psicofarmaci a vita, che non voleva più essere legato al letto, che ne aveva abbastanza del razzismo.
Michele meritava percorsi costruttivi e non l’essere rinchiuso, meritava che le sue potenzialità venissero valorizzate.
Anche Elena Casetto meritava di meglio. Ad agosto 2019 viene ricoverata nel reparto di Psichiatria dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Aveva chiesto a sua madre di farla uscire di lì perché non si trovava bene, sua madre voleva portarla a casa e non sappiamo cosa l’abbia ostacolata. Elena è morta in un incendio sviluppatesi nel reparto, pare proprio dalla sua stanza. Le indagini hanno dimostrato che era legata al letto.

Questi non possiamo chiamarli incidenti, Gilardi (vivo ma costretto dove non vorrebbe essere), Baù e Casetto sono solo tre nomi della triste lista di persone trattate in modo sbrigativo e distaccato, manuale alla mano, con pratiche burocratiche compilate in modo automatico.
Vogliamo pensare che per il signore Gilardi tutto si risolva, intanto ricordiamo che il grande dolore che a lui si sta procurando in queste settimane e i provvedimenti di forza che sta subendo, sono vissuti anche da tanti altri anonimi ma reali.
Provvedimenti calati dall’alto e metodi coercitivi non risolvono nulla, né dentro né fuori le strutture; contrastiamo tutte le forme di segregazione e le pratiche contenitive*, incoraggiamo in ogni contesto la comunicazione e l’ascolto, il confronto e l’arricchimento reciproco, il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti, lavoratori e no, all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
C’è bisogno di un cambio di paradigma e per questo stiamo lavorando.
Maria Pastore

*: https://www.fuoriluogo.it/rubriche/la-rubrica-di-fuoriluogo-sul-manifesto/cassazione-la-contenzione-non-e-atto-terapeutico/#.X8TIsmhKjIW