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Mail inviata a tutti i tribunali italiani :

Riceviamo da un po’ di tempo a questa parte numerosi solleciti a prendere in esame le tematiche relative all’amministrazione di sostegno, per quanto disciplinato dalla legge 6/2004 e per quanto poi operato direttamente sul territorio da parte di amministratori di sostegno nominati dai Tribunali di competenza, soprattutto per quanto concerne le nomine di amministratori  estranei alla famiglia o  al vissuto personale della persona oggetto di tutela.

Al fine di prendere in esame l’effettiva entità di questo fenomeno che ci pare in consistente ascesa, siamo a chiedervi la cortesia di voler rispondere a poche domande, le cui risposte saranno introduttive alla costruzione di una piattaforma  di dati relativa all’applicazione della legge 6/2004 su tutto il territorio nazionale, e alla conseguente analisi dell’incidenza di alcuni fattori di merito rispetto ad altri.

Prenderemo in esame quindi l’andamento  delle procedure messe in atto  in un arco temporale di 3 anni e precisamente negli anni 2017-2018-2019 per verificarne il grado di oscillazione in crescita o  diminuzione.

Vi saremmo grati quindi se voleste rispondere alle seguenti domande, re-inviando le risposte al nostro indirizzo mail :

1)  Quanti procedimenti relativi alla legge 6/2004 sono stati attivati negli anni 2017-2018-2019 presso il Tribunale in indirizzo? (una risposta per ogni anno);

 

2)  Quanti dei procedimenti relativi alla legge 6/2004 attivati negli anni 2017-2018-2019  (una risposta per ogni anno) sono stati affidati ad amministratori di sostegno del tutto estranei al beneficiario di tutela? (sono escluse quindi le nomine di amici o conoscenti già familiari al beneficiario);

 

3)  Quanti dei procedimenti relativi alla legge 6/2004 emessi negli anni 2017-2018-2019 (una risposta per ogni anno)  con nomina di amministratore di sostegno estraneo al beneficiario,  sono stati affidati ad avvocati?

Risposte :

Sondrio:

Per potere avere questi dati dovrà rivolgersi direttamente al Presidente del Tribunale.

Il Presidente mi autorizzerà a fornire i dati.

Le comunico già che purtroppo non saremo in grado di rispondere ai punti 2 o 3, ma solamente alla richiesta 1).

 

Arezzo :

Nell’anno 2017 sono state attivate 354 ads, nel 2018 487, nel 2019 589.

Per quanto riguarda la seconda domanda, la risposta è zero, per la terza domanda, è impossibile estrapolare tali dati dal nostro sistema informativo, comunque se non ci sono familiari disponibili o sono in conflitto fra loro, viene nominato un avvocato, quindi abbastanza sporadicamente.

 

Torino:

Abbiamo inoltrato all’Ufficio tutele per competenza

 

Belluno :

Si invia provvedimento di NON autorizzazione

emesso dalla Presidente del Tribunale (per difficoltà di estrapolazione)

 

Cuneo :

Comunico che il Presidente ha dichiarato NLP (non luogo a provvedere) sulla Vs. Istanza, come in parte motiva.

Il presidente di sezione ritenuto che la risposta comporterebbe per la cancelleria un lavoro assai gravoso,tenuto anche conto dell’attuale fase emergenziale, dichiara non luogo a provvedere.

 

Siena :

Non è stato possibile ricavare tutti i dati da voi richiesti per limiti del sistema applicativo in uso.

Nello specifico possiamo rispondere come segue:

2017 – 341

2018 – 386

2019 – 392

Purtroppo non ci è possibile estrarre i dati relativi agli amministratori, se familiari o estranei o avvocati, senz’altro possiamo dire “a braccio” che generalmente quando la nomina non coincide con un familiare coincide con un professionista avvocato.

All’incirca quest’ultima ipotesi si aggira intorno al 50% delle pratiche e forse anche di più però è un dato assolutamente indicativo.

 

Bolzano :

Al seguente link si trovano le indicazioni per l’esercizio dell’accesso civico generalizzato

https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_29_22_2.page?previsiousPage=mg

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Teramo:

Non appare evidente la ragione per la quale un’associazione non ben individuata sarebbe legittimata attivamente a fare una richiesta del genere. Per cui la si rigetta in quanto troppo generica

 

Livorno:

Nell’anno 2017 SONO STATE ISCRITTE N. 312 ADS

Nell’anno 2018 SONO STATE ISCRITTE N. 307 ADS

Nell’anno 2019 SONO STATE ISCRITTE N. 394 ADS

E’ IMPOSSIBILE RISPONDERE ALLE DOMANDE N. 2 E N. 3 IN QUANTO IL SISTEMA NON PREVEDE DISTINZIONE TRA AVVOCATI E PERSONE COMUNI E IL DATO SI PUO’ AVERE SOLO APRENDO IL SINGOLO FASCICOLO.

 

Viterbo :

Spiace rappresentare che, sia per ragioni di gravissima carenza di personale (si tratta di dati che per la maggior parte andrebbero ricercati manualmente), sia per ragioni formali legate all’assenza di una autorizzazione specifica del Ministero della Giustizia , la Cancelleria non può esaudire la richiesta.

 

Benevento :

Pur essendo sensibili alle motivazioni sottese, spiace comunicare che il programma informatico miniseriale in uso non consente l’estrazione automatica dei dati pertanto la ricerca cartolare per ogni singolo procedimento comporterebbe una notevole distrazione di personale dall’ordinaria organizzazione di lavoro, con forti ricadute sui tempi e adempimenti di cancelleria.

 

Pesaro :

2017 :  307 , ESTERNI 6, AVVOCATI 30

2018 :  413 , ESTERNI 1, AVVOCATI 27

2019 :  410,  ESTERNI 5, AVVOCATI 55

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Care amiche e cari amici,

Diritti alla Follia celebrerà on line il suo terzo congresso nell’ intera giornata di sabato 24 ottobre 2020.

Abbiamo scelto di dedicare la mattina (9.00 – 13.30), oltre che agli adempimenti congressuali, alla disamina dell’ “attualità” degli impegni oggetto dell’attività dell’ associazione: la riforma del TSO, delle misure di sicurezza per i non imputabili, degli istituti limitativi della capacità di agire per ragioni connesse al cosiddetto “disagio psichico” .

Il dibattito sarà animato da contributi di giuristi, psichiatri e operatori, da testimonianze e da militanti dell’impegno per i diritti di quanti –  in quanto destinatari di diagnosi psichiatrica –  subiscono le conseguenze di tale etichettamento sul piano della libertà personale.

Il pomeriggio (dalle ore 15.00 alle ore 19.30) sarà dedicato ad un approfondimento dell’istituto dell’amministrazione di sostegno, oggetto di una specifica “Campagna” lanciata dall’associazione in una prospettiva di profonda riforma dell’assetto normativo oggi in essere.

Nata con il dichiarato intento di sostituire l’istituto dell’ interdizione, per garantire al “beneficiario” (più dolcemente definito tale) minori limitazioni alle facoltà di compiere scelte personali in modo autonomo, l’ “amministrazione di sostegno” – a quasi quindici anni dalla legge del 2006 che l’ha istituita – si è rivelata da tempo strumento di vessazione degli “psichiatrizzati”, spesso privati definitivamente della possibilità  di interloquire sulle proprie cure, sulle proprie condizioni di vita, sul proprio destino, sulla base di decreti del Giudice tutelare che aggirano le pur labili e minimi garanzie riconosciute in materia di trattamento sanitario obbligatorio, di fatto come, per numeri più contenuti, accadeva già e continua ad accadere attraverso gli istituti della tutela degli interdetti e della curatela degli inabilitati.

Va formandosi, intanto, un “esercito” di amministratori di sostegno professionali, spesso legati da rapporti impropri con i Giudici tutelari che li nominano e di cui sono “fiduciari”, già organizzati in associazioni di categoria, impegnati a moltiplicare i loro “utenti” (dai quali sono spesso obbligatoriamente retribuiti) e ad esercitare diritti di vita e di morte sugli stessi.

Dobbiamo essere consapevoli del fatto che il tema dei diritti dei “pazienti” (cioè di coloro che sopportano pazientemente da decenni la violazione dei propri diritti umani)  è totalmente assente dal dibattito ufficiale in tema di salute mentale. Le recenti celebrazioni dei 40 anni dalla legge (cosiddetta) Basaglia, come gli eventi dei giorni per la “giornata internazionale della salute mentale” hanno costituito l’ occasione per l’autocelebrazione del “modello italiano”, per le consuete affettuose “pacche  sulle spalle” ai “pazienti”, per l’eterno battere cassa degli operatori sanitari (medici ed infermieri) che chiedono più soldi e più personale per “curare” meglio, per l’ennesima esibizione degli spettacolini teatrali e dei soprammobili di ceramica frutto dei laboratori della salute mentale, nei quali i “pazzi” – spogliati di dignità, volontà e diritti – divengono materiale utile all’ industria del sociale, garantendo la crescita di buone coscienze a buon mercato e di qualche posto di lavoro nell’ associazione o nella cooperativa vicine e gradite alla psichiatria pubblica.

In questa presa d’atto c’è il senso della Radicalità (nel senso della tradizione Radicale che incarna e dell’inconciliabilità della prospettiva che assume a fronte delle altre che sono in campo) dell’alternativa di cui “Diritti alla Follia”, insieme a pochi compagni di viaggio, è portatrice.

Al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al quale in occasione della giornata internazionale della salute mentale hanno messo in bocca lo stanco “non lasciateli soli”, rispondiamo “lasciateli soli”. Dell’ aiuto di questo TSO come di questa amministrazione di sostegno i “pazienti” fanno e faranno volentieri a meno. Andrea Soldi avrebbe avuto bisogno di essere “lasciato solo” sulla panchina del parco torinese dove era seduto, invece che ucciso nell’esecuzione di un Tso; Franco Mastrogiovanni avrebbe avuto bisogno di essere “lasciato solo” sulla spiaggia cilentana che frequentava giornalmente invece che essere prelevato con la forza per essere ucciso in un letto d’ospedale dopo quattro giorni di contenzione ininterrotta; Elena Casetto avrebbe avuto bisogno di essere “lasciata sola” invece di morire bruciata viva in un ospedale di Bergamo dove nella concitazione dell’incendio divampato non c’è stato tempo di scioglierla dalle fasce con cui era legata.

Ma cosa ne sa Il Presidente della Repubblica, poverino, di tutto questo?

Cosa ne sanno i cittadini che il “modello italiano” di Tso è destinatario da sedici anni di reprimende da parte del Comitato di Prevenzione della Tortura (CPT) del Consiglio d’Europa, senza che nessuna istituzione italiana si sia presa neanche la briga di tradurre quelle raccomandazioni che devono restare clandestine?

“Diritti alla Follia”, a tre anni dalla sua vita statutaria, è chiamata allora ad un salto di qualità, ad una crescita e ad un’efficacia di azione adeguata all’enorme responsabilità che già ha assunto: il rappresentare la speranza più concreta per decine di migliaia di persone imbottite, oltre che di farmaci non  desiderati, di “piani terapeutici”, sceneggiature teatrali e “lavoretti” di varia natura, e private  della possibilità di esprimersi, di camminare al sole o sotto la pioggia, di amare, di manifestare se stessi, di vivere.

Dobbiamo essere capaci di introdurre nell’agenda politica del paese i progetti di riforma di cui siamo portatori ed imporli all’attenzione delle aule parlamentari; dobbiamo essere capaci di raccogliere le energie umane e finanziarie necessarie a questo scopo (magari grazie a “pazienti” che “pazientino” di meno e trovino la voglia di impegnarsi per l’affermazione dei propri e altrui diritti); dobbiamo entrare con la forza della fantasia e delle nostre buone ragioni nel circuito informativo relativo ai temi della salute mentale.

Per questo ti chiediamo aiuto, ti chiediamo di iscriverti, di partecipare al Congresso animandone il dibattito, di stare al nostro fianco nel cammino di libertà in cui siamo impegnati.

La modalità telematica (piattaforma “zoom”) con la quale celebreremo il Congresso ci impone di preorganizzare le presenze:

  • per partecipare al Congresso in qualità di iscritto, contribuendo all’elezione delle cariche ed alla votazione dei documenti congressuali, ti chiediamo di perfezionare il versamento entro il 24 ottobre;
  • per partecipare al Congresso (a parte coloro che sono già stati inseriti in scaletta), avendovi la possibilità di intervenire per 5 minuti nella fase di “dibattito generale” sia la mattina che il pomeriggio, chiedici di inviarti il link per il collegamento, scrivendo a dirittiallafollia@gmail.com

 

Se desideri iscriverti o rinnovare la quota puoi effettuare il pagamento della quota associativa tramite Paypal o Carta di Credito

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Per contattarci                      dirittiallafollia@gmail.com

LA SEGRETARIA,

Cristina Paderi

IL TESORIERE,

Michele Capano

Regolamento Assemblea Generale dei Soci