Raccomandazioni

Raccomandazioni

  • Tutte le forme imposte di sostituzione nei processi decisionali andrebbero eliminate e di conseguenza ciò comporterebbe l’abolizione degli istituti dell’interdizione e dell’inabilitazione.
  • Si raccomandano figure di riferimento sul modello svedese dell’Ombudsman Personale, che non si sostituiscano alla persona nell’espressione della sua volontà, scelte e decisioni, ma che, in conformità alle raccomandazioni rivolte all’Italia nella Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità (CRPD), pongano al centro la persona umana, la sua volontà e le sue preferenze. In tale ottica, si raccomanda la revisione dell’amministrazione di sostegno nelle residuali ipotesi di effetti incapacitanti collegati alla massima estensione dell’istituto e di superamento della volontà dell’amministrato (v. designazione coatta dell’amministratore).
  • Si raccomanda vivamente di affrontare le problematiche legate all’emanazione di decreti in cui siano stati conferiti all’amministratore compiti e prerogative inerenti alle decisioni in materia sanitaria, concetti sanciti nella Legge n.219 del 2017, art.3 comma 4 (Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento).
  • Occorre definire una normativa che assicuri e disciplini l’accesso alle misure di supporto per il processo decisionale autonomo nell’esercizio della capacità giuridica.
  • Tali misure devono garantire alle persone con disabilità più opzioni di assistenza nei processi decisionali e devono essere dirette a promuovere l’autonomia e a favorire la determinazione di decisioni che rispondano alle preferenze della persona. Come raccomandato nella CRPD, occorre assicurare e promuovere la formazione di professionisti in materia di giustizia, salute e settore sociale per quanto concerne la fornitura dei supporti.
    Si dovrebbe dunque intervenire in tale settore rafforzando la rete di supporto nei processi decisionali attraverso figure professionali e familiari che abbiano un’adeguata preparazione per svolgere un ruolo che non si limita alla mera amministrazione del patrimonio della persona assistita, ma metta al centro la volontà e le preferenze dell’individuo in conformità a quanto indicato nella CRPD.
  • A tal fine potrebbe essere utile elaborare delle linee guida idonee a facilitare la comprensione della varietà dei supporti e a promuovere il loro utilizzo .
  • Il Comitato della CRPD ha sottolineato l’obbligo degli Stati di consultare e coinvolgere attivamente le persone con disabilità attraverso le loro organizzazioni rappresentative, nella definizione e nell’esecuzione della normativa e delle politiche relativi all’attuazione dell’art. 12 della Convezione.