3° Congresso associazione Radicale Diritti alla Follia

  • 24 October 2020 at 9:00
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Care amiche e cari amici,

Diritti alla Follia celebrerà on line il suo 3° congresso nell’ intera giornata di sabato 24 ottobre 2020.
Abbiamo scelto di dedicare la mattina (9.00 – 13.30), oltre che agli adempimenti congressuali, alla disamina dell’ “attualità” degli impegni oggetto dell’attività dell’ associazione: la riforma del TSO, delle misure di sicurezza per i non imputabili, degli istituti limitativi della capacità di agire per ragioni connesse al cosiddetto “disagio psichico” .
Il dibattito sarà animato da contributi di giuristi, psichiatri e operatori, da testimonianze e da militanti dell’impegno per i diritti di quanti – in quanto destinatari di diagnosi psichiatrica – subiscono le conseguenze di tale etichettamento sul piano della libertà personale.
Il pomeriggio (dalle ore 15.00 alle ore 19.30) sarà dedicato ad un approfondimento dell’istituto dell’amministrazione di sostegno, oggetto di una specifica “Campagna” lanciata dall’associazione in una prospettiva di profonda riforma dell’assetto normativo oggi in essere.
Nata con il dichiarato intento di sostituire l’istituto dell’ interdizione, per garantire al “beneficiario” (più dolcemente definito tale) minori limitazioni alle facoltà di compiere scelte personali in modo autonomo, l’ “amministrazione di sostegno” – a quasi quindici anni dalla legge del 2006 che l’ha istituita – si è rivelata da tempo strumento di vessazione degli “psichiatrizzati”, spesso privati definitivamente della possibilità di interloquire sulle proprie cure, sulle proprie condizioni di vita, sul proprio destino, sulla base di decreti del Giudice tutelare che aggirano le pur labili e minimi garanzie riconosciute in materia di trattamento sanitario obbligatorio, di fatto come, per numeri più contenuti, accadeva già e continua ad accadere attraverso gli istituti della tutela degli interdetti e della curatela degli inabilitati.
Va formandosi, intanto, un “esercito” di amministratori di sostegno professionali, spesso legati da rapporti impropri con i Giudici tutelari che li nominano e di cui sono “fiduciari”, già organizzati in associazioni di categoria, impegnati a moltiplicare i loro “utenti” (dai quali sono spesso obbligatoriamente retribuiti) e ad esercitare diritti di vita e di morte sugli stessi.
Dobbiamo essere consapevoli del fatto che il tema dei diritti dei “pazienti” (cioè di coloro che sopportano pazientemente da decenni la violazione dei propri diritti umani) è totalmente assente dal dibattito ufficiale in tema di salute mentale. Le recenti celebrazioni dei 40 anni dalla legge (cosiddetta) Basaglia, come gli eventi dei giorni per la “giornata internazionale della salute mentale” hanno costituito l’ occasione per l’autocelebrazione del “modello italiano”, per le consuete affettuose “pacche sulle spalle” ai “pazienti”, per l’eterno battere cassa degli operatori sanitari (medici ed infermieri) che chiedono più soldi e più personale per “curare” meglio, per l’ennesima esibizione degli spettacolini teatrali e dei soprammobili di ceramica frutto dei laboratori della salute mentale, nei quali i “pazzi” – spogliati di dignità, volontà e diritti – divengono materiale utile all’ industria del sociale, garantendo la crescita di buone coscienze a buon mercato e di qualche posto di lavoro nell’ associazione o nella cooperativa vicine e gradite alla psichiatria pubblica.
In questa presa d’atto c’è il senso della Radicalità (nel senso della tradizione Radicale che incarna e dell’inconciliabilità della prospettiva che assume a fronte delle altre che sono in campo) dell’alternativa di cui “Diritti alla Follia”, insieme a pochi compagni di viaggio, è portatrice.
Al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al quale in occasione della giornata internazionale della salute mentale hanno messo in bocca lo stanco “non lasciateli soli”, rispondiamo “lasciateli soli”. Dell’ aiuto di questo TSO come di questa amministrazione di sostegno i “pazienti” fanno e faranno volentieri a meno. Andrea Soldi avrebbe avuto bisogno di essere “lasciato solo” sulla panchina del parco torinese dove era seduto, invece che ucciso nell’esecuzione di un Tso; Franco Mastrogiovanni avrebbe avuto bisogno di essere “lasciato solo” sulla spiaggia cilentana che frequentava giornalmente invece che essere prelevato con la forza per essere ucciso in un letto d’ospedale dopo quattro giorno di contenzione ininterrotta; Elena Casetto avrebbe avuto bisogno di essere “lasciata sola” invece di morire bruciata viva in un ospedale di Bergamo dove nella concitazione dell’incendio divampato non c’è stato tempo di scioglierla dalle fasce con cui era legata.
Ma cosa ne sa Il Presidente della Repubblica, poverino, di tutto questo?
Cosa ne sanno i cittadini che il “modello italiano” di Tso è destinatario da sedici anni di reprimende da parte del Comitato di Prevenzione della Tortura (CPT) del Consiglio d’Europa, senza che nessuna istituzione italiana si sia presa neanche la briga di tradurre quelle raccomandazioni che devono restare clandestine?
“Diritti alla Follia”, a tre anni dalla sua vita statutaria, è chiamata allora ad un salto di qualità, ad una crescita e ad un’efficacia di azione adeguata all’enorme responsabilità che già ha assunto: il rappresentare la speranza più concreta per decine di migliaia di persone imbottite, oltre che di farmaci non desiderati, di “piani terapeutici”, sceneggiature teatrali e “lavoretti” di varia natura, e private della possibilità di esprimersi, di camminare al sole o sotto la pioggia, di amare, di manifestare se stessi, di vivere.
Dobbiamo essere capaci di introdurre nell’agenda politica del paese i progetti di riforma di cui siamo portatori ed imporli all’attenzione delle aule parlamentari; dobbiamo essere capaci di raccogliere le energie umane e finanziarie necessarie a questo scopo (magari grazie a “pazienti” che “pazientino” di meno e trovino la voglia di impegnarsi per l’affermazione dei propri e altrui diritti); dobbiamo entrare con la forza della fantasia e delle nostre buone ragioni nel circuito informativo relativo ai temi della salute mentale.
Per questo ti chiediamo aiuto, ti chiediamo di iscriverti, di partecipare al Congresso animandone il dibattito, di stare al nostro fianco nel cammino di libertà in cui siamo impegnati.
La modalità telematica (piattaforma “zoom”) con la quale celebreremo il Congresso ci impone di preorganizzare le presenze:
– per partecipare al Congresso in qualità di iscritto, contribuendo all’elezione delle cariche ed alla votazione dei documenti congressuali, ti chiediamo di perfezionare il versamento entro il 24 ottobre;
– per partecipare al Congresso (a parte coloro che sono già stati inseriti in scaletta), avendovi la possibilità di intervenire per 5 minuti nella fase di “dibattito generale” sia la mattina che il pomeriggio, chiedici di inviarti il link per il collegamento, scrivendo a dirittiallafollia@gmail.com
Se desideri iscriverti o rinnovare la quota puoi effettuare il pagamento della quota associativa tramite Paypal o Carta di Credito
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Per contattarci dirittiallafollia@gmail.com
LA SEGRETARIA,
Cristina Paderi
IL TESORIERE,
Michele Capano
ORDINE DEI LAVORI :
III Congresso dell’associazione Radicale “DIRITTI ALLA FOLLIA”. 24 OTTOBRE 2020
Sessione mattutina
• 9.00 Apertura lavori e insediamento della presidenza, approvazione regolamento
relazione di Michele Capano, tesoriere assoc. “Diritti alla Follia”,
consigliere generalePartito Radicale
• 9.20 Relazione di Cristina Paderi, segretaria assoc. “Diritti alla Follia”
• 9.35 Intervento di Alessandro Attilio Negroni, ricercatore, Università di Genova, Dipartimento di
Giurisprudenza
• 9.55 Intervento di M.Giovanna Cola, grafologa,membro assoc. ”Dirittialla Follia”
“Focus sulla Regione Emilia Romana”
• 10.10 Comitato Legittima Difesa, interventi di Giuseppe Bucalo, Giuseppe Calabrò
“Proposta di riforma della procedura di applicazione del trattamento sanitario obbligatorio”
• 10.30 Intervento di Andrea Michelazzi, medico psichiatra,Trieste
• 10.45 Intervento di Elisabetta Bavasso, avvocato, membro assoc. “Dirittialla Follia”
• 11.00 Intervento di Giuseppe Galdi, dirigente medico psichiatra SPDC Ostia
• 11.00 Termine deposito documenti (proposte modifiche statutarie, mozioni generali, mozioni particolari e raccomandazioni)
• 11.15 Intervento di Giuseppe Ortano, direttore UOSM 23 ASL Caserta, Psichiatria Democratica
• 11.30 Intervento di Lillo Massimiliano Musso, avvocato
• 11.30 Termine per la presentazione degli emendamenti alle mozioni generali e particolari .Termine per la presentazione delle candidature alle cariche dell’associazione
• 11.45 Intervento di Alberto Brugnettini, vice presidente CCDU
“Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani”
• 12.00 Approvazione del bilancio
12.10 -13.00 Spazio di dibattito generale/domande
13.00-13.30 Discussione e approvazione dei documenti generali ed elezione cariche associative
Pausa
Sessione pomeridiana
Amministrazione di Sostegno : se la Tutela diventa Ragnatela
• 15.00 Introduzione lavori ,Michele Capano
• 15.15 Intervento di Cristina Paderi, presentazione della Campagna
“Amministrazione di Sostegno : se la Tutela diventa Ragnatela”
e del modello svedese dell’Ombudsman Personale
• 15.30 Testimonianza personale cittadina Comune di Bologna
• 15.45 Testimonianza personale di Antonio Di Vita e intervento del Collettivo Artaud di Pisa
• 16.00 Intervento di M. Rosaria D’Oronzo, psicologa, fondatrice del “Centro di Relazioni Umane” di Bologna, membro assoc. “Diritti alla Follia”
• 16.15 Intervento di Stefania Guerra Lisi, presentazione della scuola MusicarTerapia nella
Globalità dei Linguaggi
• 16.40 Intervento di Donata Vivanti, ex vice-presidente European Disability Forum
• 16.55 Intervento di Debora Reggiani, mediatrice sociale
• 17.10 Intervento di Paolo Cendon ,professore ordinario di diritto privato, Università di Trieste
• 17.25 Intervento di Diego Cervai, presidente assoc. UHRTA “Territorio Libero di Trieste OdV” e di Mario Comuzzi, presidente onorario
• 17.45 Testimonianze personali,Rossella Biagini e Cristina Pianelli
• 18.05 Testimonianza personale di Roberto De Certo, musicarTerapista, presidente
assoc. “Il nido di Pippi”
• 18.20 Intervento di Gioacchino Di Palma, avvocato
18.35 – 19.30 Spazio di dibattito generale/domande
Saluti conclusivi
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